
È un piatto tipico siciliano che si prepara, per tradizione, una volta l'anno in occasione della celebrazione di Santa Lucia. L'origine del piatto risale al 1646 quando Siracusa venne colpita da una grave carestia. Giunse in quei giorni una nave carica di frumento e la circostanza venne ritenuta un miracolo attribuito alla Santa. Da quel momento alla devozione per Lucia venne associato l'uso del mangiare cuccìa il 13 dicembre di ogni anno. La parola cuccìa pare derivi da “cocciu”, in italiano chicco, o da “cucciari” che significa mangiare un chicco alla volta. La storia di Lucia è bellissima ma non è questa la sede adatta per raccontarla, suggerisco comunque un approfondimento anche attraverso i siti Internet.

Viscotta chi facìano i fìmmini 'ncummentu. Si trovano solo ad Erice e dire che sono diventati un simbolo, per lo meno dolciario, di questo meraviglioso borgo medioevale non mi sembra esagerato. Chiunque vada ad Erice, soprattutto i turisti, torna con i mustazzoli e anche con qualche altro dolce tipico di cui scriverò più avanti. La ricetta, naturalmente, è segreta. Io ho provato a farli così con risultati da suora di clausura (eccellenti).

Questo piatto si prepara durante le feste di Natale dall'Immacolata all'Epifania, lo dedico alla mia mamma (Lina Oddo). Lei era molto brava a fare le sfingi (o spinci) che amava soprattutto farle per poterle offrire ai vicini, agli amici e ai parenti sobbarcandosi di un lavoro pesante.

Questo è un piatto "ricco" della cucina di Lina Oddo (la mia mamma). Lo scrivo pensando a Lei e lo dedico a tutte le mamme del mondo (l'otto maggio è vicino) e a tutti quelli che hanno conosciuto il piatto cucinato da Lei. Io ne andavo pazzo ed era una gran festa a casa anche perché di solito veniva proposto nelle giornate di festa o la domenica.
Nessuna ricetta con queste parole. Prova con un ingrediente.