
Le lumache sono un piatto prelibatissimo (anche se qualcuno non la pensa così), tradizionalmente un piatto povero dell'entroterra trapanese che si consumava solo in certi periodi dell'anno, specialmente dopo le piogge settembrine. Oggi, anche grazie agli allevamenti che sono sorti un po' dappertutto, sono disponibili tutto l'anno. Il mio nipotino americano, Rumi, ha apprezzato molto questo piatto.

Il consumo di pesce crudo è in continuo aumento in Italia. Si può dire che la sushimania dilaga anche se siamo lontani anni luce dai giapponesi. Nel consumo di pesce crudo bisogna stare attenti ad un parassita, l'anisakis. Il rischio, anche se marginale, esiste. L'Anisakis è una famiglia di parassiti che può infestare con le sue larve numerose specie ittiche, come sardine, aringhe, acciughe, sgombri, totani e calamari. È consigliabile, pertanto, per il consumo di pesce crudo congelare il pesce per almeno 24 ore, eliminando così ogni rischio.

L'origine del nome "caponata" è alquanto incerta: secondo alcuni sarebbe di derivazione catalana e prevedeva tra gli ingredienti il "pesce capone", lampuga in italiano, e il polpo e successivamente è entrata nella tradizione regionale come piatto povero con le verdure al posto del pesce. Secondo altri il nome caponata discenderebbe dal termine marinaro "cappone", cioè grosso paranco, o dal termine latino cauponae ovvero il nome delle taverne romane, dove certamente questo piatto era sempre pronto per essere servito.

Questo è un piatto che ha mandato in visibilio i ragazzi di New York, Amy, Mitchell e il mio nipotino Rumi, i quali più volte mi hanno chiesto la ricetta: eccola finalmente. Fra non molto (intorno a giugno) ci saranno le prime melanzane secondo l'usuale ciclo stagionale, ragion per cui vi propongo questa leccornia.

L'aringa affumicata, una delle pietanze tipiche dell'Olanda e del Canada (divenuta tra l'altro piuttosto rara e costosa), era uno dei pochi pesci sempre disponibili dalle nostre parti e di basso costo. L'affumicatura e l'olio ne rendevano semplice la conservazione, in tempi in cui i frigoriferi non erano diffusi come oggi. Il cedro è un frutto molto buono al quale sono molto legato. Si vede sempre meno nei negozi di ortofrutta ma, per fortuna, ha ancora un peso rilevante nei giardini padronali.

Domenica scorsa il pesce del mercato di Trapani non mi ispirava moltissimo, per cui mi sono inventato questo piatto dietetico e molto estivo. Vi assicuro che i risultati sono stati incredibili anche per me. Il piatto è semplicissimo e va provato. Ho solo l'imbarazzo di collocarlo tra gli antipasti, i primi o i secondi. In un buffet la sua presenza la farebbe certamente da padrone.

Sembra provocatorio (soprattutto perché il titolo suscita curiosità e invoglia immediatamente alla lettura) ma in realtà non vuole esserlo. Solo che in contrapposizione alla più celebre “Melanzane alla parmigiana” in cui la base principale è il formaggio parmigiano, qui il formaggio usato è il pecorino siciliano ma vanno altrettanto bene il pecorino romano e il pecorino sardo. Il procedimento, come vedrete, è ancora più semplice e vi suggerisco di inserire il piatto nei vostri buffet perché sarà certamente oggetto di attenzione e apprezzamento.

Prima di passare alla ricetta voglio raccontarvi un aneddoto legato al piatto in questione.

L'idea per questo piatto arriva dal mio amico Agostino, contitolare di uno dei più famosi ristoranti di Venezia, “Osteria Santa Marina” in Campo Santa Marina, Sestiere di Castello, il quale è solito servirmi come antipasto, ogni volta io metta piede nel suo ristorante, la polenta bianca con le schie o con il nero di seppia (ma di questa ne parleremo in altra occasione).

I pesci migliori da utilizzare per le polpette di pesce sono nell'ordine: le sarde, il tonno e il pesce spada.
Nessuna ricetta con queste parole. Prova con un ingrediente.