Filetto di orata su paté di olive

Secondi di pesce · 12 marzo 2011

Filetto di orata su paté di olive

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È un piatto che non preparo spessissimo anche perché per la buona riuscita della ricetta è consigliabile avere a tavola 4/6 persone al massimo, mentre di solito da me siamo sempre di più. A detta di Graziella e Pietro Perucchini, miei carissimi amici, ma anche di altri, è un piatto prelibatissimo e delicato. Si può usare a questo fine la spigola o, come la chiamano in alcune parti, il branzino.

Procedimento

  1. La prima cosa da fare è la sfilettatura del pesce. Suggerisco caldamente per i neofiti di delegare l'operazione al pescivendolo di fiducia. Diversamente per chi vuole provare basta fare un taglietto in coda e poi con la lama affilata del coltello accarezzare la lisca fino alla testa e il gioco è fatto.
  2. Preparare il pangrattato o “muddica atturrata”: in una padella calda aggiungere 150 g di pangrattato, due cucchiai di olio, un pizzico di sale e uno spicchio d'aglio pestato. A fuoco lento mescolare fino a quando il pangrattato non si sarà dorato, quindi spegnere.
  3. Coprire i filetti di orata con la muddica e sopra predisporre le mandorle divise con un coltello (non spezzate). Per chi non avesse tempo, in commercio esistono anche i fogli di mandorla, anche se… Per ogni filetto metteremo 5 mandorle (quindi 10 foglie di mandorla) e tra una mandorla e l'altra metteremo 1-2 pinoli.
  4. Il filetto sarà pronto per essere adagiato sulla teglia opportunamente oleata e messo in forno preriscaldato a 180 gradi. Sono sufficienti 15 minuti di cottura e in ogni caso non cuocere oltre quando le mandorle e i pinoli saranno dorati e avranno preso il colore dell'“atturratina”.
  5. Servire il filetto su paté di olive: basta spalmarne due cucchiai sul piatto per la lunghezza del filetto e servire poi con degli spinaci cotti in tegame con uno spicchio di aglio e con pochissima acqua a fuoco lento (affucati).