
Primi piatti · 5 febbraio 2013
A dire la verità mia madre la preparava con gli gnocchi cavati a mano (pasta fresca fatta in casa). Per lei, che aveva un senso della famiglia molto spiccato, era un momento per riunirci tutti. Io, invece, ho provato a fare questo piatto con gli gnocchetti sardi e vi assicuro che ne è venuto fuori un gran bel matrimonio, come quello dei miei cugini Salvatore (siciliano) e Speranza (sarda). Voglio chiudere con un aneddoto. Tempo fa, in autunno inoltrato, invitai a Favignana il mio vicino di casa Gustavo Bertolini e sua moglie. Quel giorno preparai questo piatto e quando mia moglie lo portò in tavola percepii da parte di Gustavo una nota di disappunto. Chiesi cosa c'era che non andava e Gustavo molto delicatamente rispose che lui non mangiava la pasta con le fave. Io sbiancai ma Gustavo mi rassicurò prontamente: “l'assaggio per educazione” disse. Cucchiaio dopo cucchiaio finì il piatto e aggiunse: “scusami, ne posso prendere ancora? È troppo buona!”. Vi assicuro quello è stato il più bel complimento che abbia mai potuto ricevere per un piatto.
Prima di passare agli ingredienti voglio darvi un consiglio. Molti ancora non lo sanno e in molte ricette sono scritte cose inesatte. Le fave, per questo piatto, vanno sgusciate (esistono già in commercio pronte) e non vanno mai messe a mollo preventivamente. Si cucinano in acqua fredda.
Prima di calare la pasta, visto che gli gnocchetti sardi hanno bisogno di una lunga cottura, prendiamo con un mestolo un po' di brodo per metterlo in un tegamino posto sul fuoco, in modo che quando il brodo della pasta andrà restringendosi, aggiungeremo un mestolo di brodo per continuare la cottura. Alla fine dovrà somigliare più a una vellutata che a una pasta in brodo.